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se piccolo, il rosone, per la ricca varietà dei motivi
scultorei di maniera cosmatesca , è stato definito
dal Venturi come “l’occhio di chiesa più
bello del mondo”. Sono semiscomparsi i mosaici e le
maioliche colorate incastonate nella parte superiore (SecXIII).
La porta lignea di sinistra con figure e scene francescane
e clariane è opera di Nicolò Ugolinucci (1564);
quella destra con figure e scene di San Antonio da Padova
e San Ludovico D’Angiò, di Pompeo Scurscione
(1573).
Francesco di Bartolomeo da Pietrasanta eseguì a protezione
del portale il protiro rinascimentale, coronato da una “Annunciazione”.
Nella lunetta tra le porte gemelle, l’unica immagine
del Santo in mosaico in tutto l’edificio. E’ sormontata
dal rosone simbolo di Cristo, ”sole” della giustizia
che dice al pellegrino: “Io sono la porta. Chi per me
passerà, sarà salvo; entrerà, uscirà
e troverà pascoli” (Gv. 10,9).
Un Santuario è come una porta che si apre sull’aldilà,
sul regno di Dio. La porta del santuario già riassume
la natura dell’intero santuario. E’ questo quel
che esprime l’iconografia dei portali di questo periodo
storico.